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Hydrogen Economy

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L’auto all’idrogeno e’ una realta’ che puo’ usufruire di una normale stazione di servizio per riempire il proprio serbatoio. Lo ha dimostrato oggi la Bmw che a Berlino, con una Hydrogen 7, ha mostrato per la prima volta, in un collegamento televisivo via satellite nella manifestazione H2Roma, come si potrebbero rifornire in futuro le vetture con questo tipo di alimentazione.

Ottima notizia. Attenzione a facili entusiasmi. Da sognatori la reazione é ovvia. Possiamo sconfiggere l’oro nero e tutto ció che ne deriva. Da pragmatici razionali la veritá é ben diversa.

In ambiente scientifico tutti concordiamo nel dire che il passaggio all’economia a idrogeno (Hydrogen Economy) sará molto graduale (molto dipenderá dagli sforzi dei singoli governi, per adesso non ci possiamo lamentare) e arriverá a compimento solo nel lontano 2050. Credo sia una previsione né troppo ottimistica né al contrario, troppo nera. É ragionevole. Le tecnologie a disposizione sono per la maggiorparte ancora nelle primissime fasi. Ricerca pura. Molto é stato fatto nell’ultimo decennio ma davanti a noi resta ancora tantissima strada da fare e cervelli da cambiare. L’economia a idrogeno di fatto non dipenderá solo da una mera rivoluzione tecnologica, é necessaria anche una parallela rivoluzione culturale.

Torniamo allora all’esempio BMW. Ottimo dicevo. Ottimo perché si dimostra che l’idrogeno non é piú un tabú. Ottimo perché si cominceranno a vedere esemplari e dirette applicazioni sempre piú frequentemente. (Non di certo nella vita di tutti i giorni). Rimangono dei problemi. Innanzitutto la scelta di stoccaggio dell’idrogeno. BMW ha optato sin dall’inizio nell’immagazzinamento allo stato liquido. La condensazione in idrogeno liquido è ovviamente interessante per la possibilità di aumentare la massa per volume nel serbatoio. La densità dell’idrogeno liquido è di 70,8 kg/m3. Ma la temperatura di condensazione dell’idrogeno a pressione atmosferica (1 bar) è di -252 °C. Vi è quindi il problema di perdite di idrogeno causate da trasferimento di calore all’esterno. Oltre a problemi tecnici che BMW sembra ben indirizzata nel superarli rimane il problema del rendimento dell’intero processi. Infatti circa il 30% del valore energetico dell’idrogeno (heating value) é richiesto nella liquefazione del gas. Inoltre il progetto BMW utilizza motori a combustione interna limitati dall’efficienza di Carnot (attorno al 25/30%).

Cosa prevede il futuro a livello tecnologico? Negli anni a divenire nell’ambito automobilistico le maggiori novitá arriveranno dalla sostituzione dei motori a combustione interna con celle a combustibile che possono raggiungere rendimenti attorno al 60% (o piú). Per quanto riguarda lo stoccaggio non si intravedono grosse novitá. La tecnologia basata sugli idruri metallici (materiali capaci di assorbire e desorbire idrogeno come delle spugne) rimane, anche se caratterizzata da vivaci dibattiti e promesse, ancora un sogno nel cassetto.

Nel frattempo accontentiamoci di sentir parlar di idrogeno che in ogni caso, male non fa.

Written by daverik

novembre 23, 2006 a 10:11 am

Pubblicato su Blog, Idrogeno

7 Risposte

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  1. Scusa la mia relativa ignoranza… ma, se non erro, l’idrogeno va ricavato da altre fonti…. giusto? Se non erro è ricavabile dall’elettrolisi dell’acqua o da combustibili fossili. La prima è estremamente dispendiosa a livello energetico, il che credo renderebbe l’utilizzo dell’idrogeno antieconomico, il secondo utilizza comunque le risorse “consuete”, seppur in altro modo…. alla fine qual’è il vantaggio dell’idrogeno?? Solo il rendimento possibile delle celle a combustibile?

    SGS

    novembre 23, 2006 at 11:08 am

  2. bravo. Costi anche per ricavarlo. Ma qui ci salvano fonti inesauribili come il sole. Si tratta (nel sistema perfetto) di combinare energie rinnovabili per ottenere idrogeno (dall’acqua o da gas naturale). In realtá anche questo é un problema. Con l’idrogeno si campa su tre livelli. Produzione stoccaggio e “uso”.
    La parola da te usata “antieconomico” é forse una esagerazione ma la rivoluzione culturale starebbe proprio anche nel fatto di introdurre nella voce risparmi i benefici derivanti da meno inquinamento.

    daverik

    novembre 23, 2006 at 11:35 am

  3. Ok, ma i benefici dipendono direttamente dalla fonte di energia che si utilizza per ricavarlo. Per cui se si usaserro come ora solo, o quasi solo, combustibili fossili, il problemi inquinamento sarebbe solo spostato dalle città alle zone intorno alle centrali elettriche. Che anche qui una soluzione possa essere il nucleare? (COnfesso che infatti ho poca fiducia nell’energia solare… in un paese densamente popolato come il nostro distese di pannelli solari proprio non riesco a vedercele)

    SGS

    novembre 23, 2006 at 11:41 am

  4. hai ragione su tutto.
    Infatti nel mondo dell’idrogeno vi sono divisioni anche lí. Pro nucleare e contro. Due scuole di pensiero diverse.
    La terza via é la differenziazione ed é quella che apprezzo di piú. Si sfruttano le risorse locali. Chi ha immense risorse geotermiche (Islanda, tra le altre cose l’Islanda é un laboratorio per l’economia a idrogeno, alcuni autobus a Reykijavik viaggiano a idrogeno con una stazione di servizio funzionante), chi é baciato dal sole. Chi le maree, chi i fiumi e via dicendo.

    daverik

    novembre 23, 2006 at 11:51 am

  5. ho letto anche io questa notizia, che in Italia ha avuto una certa eco, e questo mi sembra buono, in un paese in cui la politica ambientale è inesistente…. però scusami una curiosità da vero profano, ma esistono pericoli in caso di collisione? le auto a gas dicono che siano bombe su due ruote….

    odisseus

    novembre 26, 2006 at 11:23 am

  6. quelle a gas si’, anche se la tecnologia odierna permette gia’ standard di sicurezza accettabili. In questo caso si parla di irdogeno liquido. Altri problemi.

    daverik

    novembre 26, 2006 at 11:28 am

  7. Ciao

    A mio modesto parere non circoleremo mai con auto ad idrogeno, è molto più facile ripensare le nostre città e i nostri spostamenti piuttosto che investire una quantità di denaro ENORME per costruire le auto e le infrastrutture necessarie.

    BMW è all’avanguardia in questo campo è vero, ma è vero che ha svolto questi passi grazie a congrue sovvenzioni statali ed europee.

    Sapete quanto costano queste auto ad idrogeno? BMW ha affermato che può intraprendere una produzione in serie di auto ad H2 ad un costo superiore solo per il 5% rispetto al benzina.
    Peccato si riferisse alla serie 7 che costa di listino 100.000 euro.

    Quando qualcuno mi dimostrerà che si possono costruire auto H2 a 10.000 euro (auto veramente per tutti) mi faccia sapere qualcosa, ma dubito che si riesca…

    Mauro

    gennaio 4, 2007 at 12:22 am


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