DaveriK

Hope and Freedom, Spème e Libertá

Emergenza acqua

with 9 comments

Se fossi un amministratore serio non aspetterei che si sciolgano i ghiacciai per sensibilizzare l’opinione pubblica. Non aspetterei inverni miti senza acqua e neve per cominciare ad allarmarmi. Non starei con le mani in mano facendo finta che nel nord Italia tanto il problema non esiste.

Forse gli allarmismi sono ingiustificati ma non é mai troppo presto per cominciare a cambiare la testa delle persone. E allora via libera ad una campagna di sensibilizzazione contro gli sprechi nell’uso dell’acqua perché se nonaltro, quando l’emergenza si presenterá, non ci troveremo impreparati del tutto.


Qualche opuscolo con dei piccoli semplici consigli su come risparmiare il liquido prezioso ma anche incentivi per chi decide di installare un impianto per la raccolta dell’acqua piovana.

Cambiare le nostre abitutidi in modo che, in un futuro purtroppo non troppo lontano non ci scopriamo completamente esposti e impreparati: all’italiana.

Un consiglio mio personale, prendetelo come un gioco. Compratevi una clessidra (da 5 minuti) e mettetela nella doccia. Se l’acqua ci impiega un po’ a diventare calda munitevi di un secchio per raccogliere l’acqua fredda. Sicuro che troverete piú di un modo per riutilizzarla invece di salutarla mentre scola via….

Written by daverik

gennaio 18, 2007 a 6:42 pm

Pubblicato su Ambiente, Italia

9 Risposte

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  1. Beh, Daverik, PAROLE SANTE!

    jenaridens

    gennaio 18, 2007 at 8:56 pm

  2. Le campagne per la conservaizone dell’acqua sono scacrosante, ma credo che sistema più efficace per risparmiare acqua sia ancora più semplice:smettere di sussidiarne lo spreco.
    Nella maggior parte dei comuni italiani, le tariffe coprono a malapena il costo del trasporto fino ai rubinetti di casa e le riparazioni ordinarie degli acquedotti. Risultato: sprechi in casa, perché l’acqua è quasi gratis e la retorica sinistrorsa la mantiene tale; sprechi enormi in agricoltua e nell’industria, per lo stesso motivo; tubature che perdono, perché mancano i soldi per le riparazioni, perdendo in alcuni casi la maggioranza del volume d’acqua trasportato.

    jcfalkenberg

    gennaio 18, 2007 at 9:31 pm

  3. e no l’acqua non si tocca… è come una irrinunciabile linea del Piave…. Prodinotti vigila!!!

    odisseus

    gennaio 18, 2007 at 10:23 pm

  4. In effetti di acqua ne sprechiamo tanta, sia singolarmente, sia a livello di istituzioni con infrastrutture spesso assolutamente inadeguate. Ad oggi ne abbiamo ancora molta… almeno al Nord, solo che non ci rendiamo conto di quanto ci sia vitale.

    SGS

    gennaio 19, 2007 at 9:39 am

  5. Bhe´io non mi fermerei all´acqua, farei un discorso piu´generale allargando all´elettricita´, emissioni, spreco di risorse in generale….bisogna proprio cambiare mentalita´su tutto e tanto se non lo faremo indipendentemente saremo costretti a farlo in futuro anche se forse sara´troppo tardi. saremo l´unica specie che si e´autodistrutta perche´ha annientato l´ambiente che ha parassitato

    Mit

    gennaio 20, 2007 at 2:48 pm

  6. Sono d’accordo, dovremmo cambiare mentalità; purtroppo, finché insistiamo, per populismo, ad offrire sottoprezzo risorse scarse, non possiamo stupirci dello spreco: Non tutti hanno una coscienza sociale, ma tutti stanno bene attenti al proprio portafogli.
    Detesto l’idea di distorcere il meccanismo di mercato, ma credo sarebbe utile rimuovere quelle distorsioni che sono incoerenti con gli obbiettivi condivisi, come in questo caso.

    jcfalkenberg

    gennaio 22, 2007 at 1:27 pm

  7. La diffusione delle coltivazioni in serra, con la conseguente intensificazione colturale, da un lato, e la necessità di produrre in situazioni improponibili per le tecniche agronomiche usuali dall’altro, hanno provocato la diffusione su larga scala di questo tipo di produzione vegetale.

    La gran parte dell’orticoltura (e la floricoltura ) viene ormai effettuata in serra, sempre più spesso in modo specializzato con ripetizione della stessa coltura per più anni.
    L’impossibilità di spostare l’intera struttura su terreni nuovi e la difficoltà di effettuare rotazione all’interno delle serre stesse si riflettono sulla produttività e sulla sanità della coltura. La disinfezione del terreno ( con prodotti chimici o con vapore) non sempre è in grado di risolvere il problema della “stanchezza del terreno”; inoltre, entro alcuni anni , alcuni dei prodotti chimici non saranno più permessi .

    Le tecniche del “ fuori suolo” esprimono al meglio le loro potenzialità quando vi sia l’esigenza di produrre in zone che non sono dotate di terreni dalle caratteristiche chimico -fisiche e dalla fertilità ottimale per le piante, e/o con acque e terra non di buona qualità.

    La possibilità di svincolarsi dal terreno agrario e di gestire in modo ottimale le risorse idriche (sono tutti dei sistemi che permettono notevoli risparmi d’acqua) offrono quindi delle strade alternative molto valide. Le colture senza suolo permettono, inoltre, di ottenere una qualità , intesa essenzialmente come pulizia, sanità e salubrità del prodotto, nettamente superiore rispetto a molti prodotti ottenuti in piena terra. Fornendo le condizioni di crescita più favorevoli, come ambiente e come nutrizione, le piante richiedono molto meno trattamenti con agrofarmaci; lavorando sulla soluzione nutritiva è possibile ottenere aspetto, sapidità e , in alcuni casi contenuti nutrizionali superiori.

    I PRINCIPALI SISTEMI IDROPONICI

    I sistemi senza suolo possono fare uso di un substrato, oppure utilizzare mezzi liquidi senza substrato (sistemi idroponici)

    Il sistema dei pannelli galleggianti (Floating System) è, tra le tecniche idroponiche, probabilmente il più semplice dal punto di vista strettamente agronomico e gestionale. Rientra in quelle che vengono definite SAT (Static Aerated Technique in cui la soluzione nutritiva non si muove, ma viene, comunque ossigenata attraverso vari sistemi). In Italia è stata introdotta attraverso i primi studi condotti a partire dagli anni 70 dall’Università di Pisa. Tra le prime applicazioni, vi è stata e vi è tuttora la produzione vivaistica di piantine di tabacco (tecnica arrivata direttamente dagli STATI UNITI).

    Anni di sperimentazione e applicazione commerciale lo hanno confermato come metodo particolarmente adatto per la coltivazione di ortaggi da foglia ( da taglio come lattughino e radicchietto , ma anche da cespo come diversi tipi di insalate, alcuni ortaggi da radice come i ravanelli, per erbe da cucina ( dalla rucola alle varie brassiche) e piante officinali (che sembrano dare risultati interessanti in termini di pulizia e di elevato tenore in sostanze attive).
    COME SI FA

    Anche nell’eccezione commercialmente più utilizzata, la struttura produttiva (sempre in ambiente protetto) è abbastanza semplice: si usano vasche impermeabilizzate riempite con soluzione nutritive dotate di dispositivi di controllo, reintegro della soluzione e ossigenazione più o meno sofisticati. In pannelli di polistirolo fessurati o alveolati, su pochissimo substrato, vengono seminate le specie da coltivare; dopo la germinazione i pannelli vengono deposti a galleggiare sul pelo libero della soluzione. Le radici fuori escono dai fori o dalle fessure dei pannelli e si sviluppano nell’acqua, tenuta debitamente ossigenata,
    Le foglie crescono sopra il pannello , pulite da qualsiasi residuo della terra.
    E’ un sistema quasi “chiuso”, nel senso che non ci sono lisciviazioni di concimi nel terreno e in falda, no ci sono sprechi d’acqua ( la stessa soluzione rimane per parecchi cicli ).
    Si produce senza diserbanti e, lavorando con i parametri climatici delle serre, senza agrofarmaci (fungicidi e insetticidi). Si ottiene un prodotto sano e pulito, con tutta una serie di altri vantaggi.
    Nei climi del Nord Italia per radicchi e insalate i cicli produttivi possono durare 2-3 settimane (semina-raccolta); alla fine del ciclo nella stessa vasca si depone un’altra “batteria” di pannelli seminati. I cicli sono più brevi rispetto alle stesse coltivazioni su terreno. Tale brevità consente sia un maggior numero di cicli per superficie, sia una maggiore elasticità nell’offerta.

    Per le sue caratteristiche, è un sistema altamente automatizzabile per quanto riguarda tutte le operazioni colturali (semina, raccolta, pulizia dei materiali , spostamenti dei materiai e dei prodotti.) Con opportune scelte imprenditoriali è possibile ammortizzare i costi d’impianto con risparmi notevoli sui costi di esercizio.

    IMPATTO AMBIENTALE

    La coltura fuori suolo, Floating system, rientra nelle colture ad ampio input tecnologico, per fuori suolo si intende coltivazione su un substrato diverso dalla terra, le piante vengono coltivate direttamente con soluzioni nutritive (acqua e sali minerali), con il solo supporto fisico del pannello in polistirolo fessurato e del substrato, altra differenza di coltura è che con il floating la coltura si muove verso l’operatore e non viceversa, come succede nelle colture su terreno.
    Le colture fuori suolo non richiedono nessun tipo di diserbanti e non si utilizzano nessun tipo di trattamenti con agrofarmaci o altro.
    Il consumo dell’acqua in questo tipo di coltura è molto basso, infatti, nel terreno l’acqua irrigua viene utilizzata dalla pianta, traspirata, persa per evaporazione, drenaggio e ruscellamento. Usando il metodo del floating system con pannelli galeggianti all’interno delle vasche ricolme d’acqua l’acqua in da considerare è quella che viene usata dalla pianta e traspirata; L’evaporazione con le vasche coperte è minima.
    Nella soluzione nutritiva sono presenti sali minerali necessari alla crescita della pianta, essendo sempre disponibili, la pianta li può assorbire in maniera ottimale quando i ritmi fisiologici lo richiedono. Dando risultati di veloce ed una equilibrata crescita della verdura. Questo significa anche miglioramento della qualità del prodotto, aumento delle fito e fisio patie.
    Gli elementi nutritivi non possono essere dilavanti, pertanto non vi sono problemi di dispersione di nitrati nelle falde acquifere.
    I pannelli in polistirolo che vengono utilizzati per supporto della coltura del floating system vengono lavati, disinfettati per un riutilizzo di almeno 10 cicli alla fine possono essere riciclati come materiale base per i pannelli isolanti per l’edilizia.
    I substrati(torba -perlite-vermiculite)usati in minima parte, sono prodotti di origine naturale.
    Le macchine :semina-taglia -lava sono dotate di motorizzazione non a scopio. Tutti i sistemi di controllo e automazione lavorano per mezzo di energia elettrica. La possibilità concreta di rifornirsi di tale energia anche attraverso altri fonti diverse dal combustibile fossile, come sistemi fotovoltaici, pannelli solari.
    L’efficienza dei sistemi di riscaldamento e di rinfrescamento viene amplificata dalla presenza dell’acqua, che, ha un elevata inerzia termica , accentuata dalla copertura dei pannelli di polistirolo radici si trovano sempre, rispetto all’ambiente aereo della serra a temperature più alte d’inverno e più basse d’estate con notevoli vantaggi fisiologici e produttivi. Questo consente di mantenere le temperature minime invernali internamente alla serra.
    Il prodotto ottenibile con il sistema del Floating sistemò è qualitativamente e quantitativamente maggiore(più cicli colturali che su terreno) risultano quindi ancora più efficienti se vengono considerate non per unita di superficie ma per kg di prodotto.
    Da non sottovalutare la creazione di un ambiente più salutare per il personale.
    E di un prodotto più salutare per il consumatore.
    Si ritiene per tanto che il sistema di coltivazione possa essere considerato un sistema totalmente connesso alla tutela e miglioramento dell’ambiente, al risparmio idrico ed energetico.

    POTENZIALITA’ DEI SISTEMI IDROPONICI

    In generale, sono tutte tecniche moderne ed estremamente elastiche, con potenzialità produttive mediamente superiori rispetto alle coltivazioni su terreno.

    Si tratta di sistemi molto validi per la coltivazione di ortaggi freschi in paesi con poca disponibilità di terreno agricolo ma anche dove il terreno disponibile sia troppo poco per supportare popolazioni ampie (per esempio piccole aree a vocazione turistica come le Hawaii).
    Con modalità semplificate vengono proposti già da parecchi progetti in aree in via di sviluppo per garantire approvvigionamento di prodotti freschi anche in aree urbane o suburbane (per es. Ecuador)
    Possono, inoltre, rappresentare l’unica via percorribile di coltivazione in zone colpite da contaminazioni varie (es. radio nuclidi a Chernobyl)

    Possono essere anche usate per la coltivazione commerciale in serra, ma anche per la produzione di ortaggi freschi sui sottomarini atomici, o per la preparazione semenzale di diverse specie forestali e ornamentali.
    Attualmente, quindi , i sistemi idroponici sono, in varia misura e con diverse finalità, diffusi in tutto il mondo: AUSTRALIA, BRASILE , STATI UNITI, ITALIA, SPAGNA, SCANDINAVIA, KUWAIT, ISTRAELE (deserto del Negev) EX UNIONE SOVIETICA, (Armenia) MALESIA, SINGAPORE.

    ROSSI ROMINA

    marzo 30, 2007 at 9:32 am

  8. Lunedì 7 Maggio 2007

    La Serpentina di Schietti, l’Elettrodomestico Perfetto

    Il Generale Domenico Schietti spiega come costruirci la Serpentina e ottimizzare la sua resa. Acqua per tutti. Mai più bottiglie di plastica ed acquedotti. L’aria è composta per circa lo 0,4% di vapore acqueo. Sembra una percentuale infinitesimale, ma sono miliardi di metri cubi di acqua.

    1) Che differenza c’è tra la Serpentina e un normale deumidificatore?

    I normali deumidificatori funzionano col Gas refrigerante R134 A e servono solo a ventilare aria fresca o tiepida, mentre la Serpentina funziona con le celle di Peltier e serve ad ottenere:

    – acqua potabile
    – acqua per cucinare
    – acqua per usi domestici
    – acqua per piccole coltivazioni
    – acqua calda
    – piastra per cucinare
    – aria calda e aria fredda per riscaldare o rinfrescare ambienti
    – frigorifero
    – ozonizzatore per lavare senza detersivi

    2) Mi spieghi bene il funzionamento delle Celle di Peltier?

    Le Celle di Peltier dividono in due la carica elettrica, da una parte generano caldo e dall’altra freddo. Si possono ottenere da una parte temperature di decine di gradi sotto lo zero e dall’altra di decine di gradi sopra lo zero.

    Inoltre ci sono delle dispersioni di corrente che possono essere utilizzate per potenziare la piastra di cottura, per produrre idrogeno con elettrocatalisi, per far funzionare altri elettrodomestici o per attivare delle Celle di Peltier più piccole ed aumentare la produzione di caldo-freddo

    3) Qual’è il costo di un litro di acqua prodotto dalla Serpentina di Schietti all’attuale costo dell’energia elettrica in Italia?

    Con una Serpentina di Schietti da 30 litri al giorno a basso consumo a norme CEE cat A, circa 1 euro per 30 litri, cioè 3 centesimi a litro. Dieci volte meno dell’acqua in bottiglia.

    E’ acqua ottima per farci la pastaciutta, per l’igiene personale, per cucinare, per lavare i pavimenti, per lavare i panni, per qualsiasi utilizzo.

    E’ ottima anche da bere se miscelata alle bustine di tè, camomilla o caffè solubili, o anche pura, però se bollita per precauzione contro possibili presenze batteriche. Se invece disponete dell’ozonizzatore e tutti i giorni igienizzate i vari componenti non ci sono problemi.

    4) Quali sono le caratteristiche dell’acqua prodotta dalla Serpentina?

    L’acqua prodotta dalla Serpentina ( o dai deumidificatori ) è acqua distillata pura al 100%. E’ come la rugiada o le gocce di pioggia. Noi consigliamo di lasciarla depositare qualche giorno in contenitori con dentro sassi di sorgenti famose per l’acqua buona, con zampilli tipo piccole fontane o mescolatori tipo macchine per le granite. In teoria dovrebbe essere la stessa cosa, però a noi appare molto più buona così.

    Nel primo caso, fresca, appena prodotta, si beve ma lascia insoddisfatti e straniti. Nel secondo caso appare buonissima e invitante.

    Perchè accada così non lo sappiamo fose è solo frutto di suggestione, ma le suggestioni sono importanti. Quindi noi consigliamo di riporre l’acqua da bere in contenitori con sassi di sorgente e di muoverla.

    5) Cosa provi ad essere l’uomo più ricco del mondo e a dover vivere in clandestinità?

    Certo, se mi lasciassero produrre la mia Serpentina sarei l’uomo più ricco del mondo… e darei l’elettrodomestico perfetto a tutte le persone del mondo…

    Provo molta rabbia, molto pena per tutti gli analfabeti funzionali che mi circondano, provo quello che prova un padre quando si rende conto di avere un figlio pazzo e di non poter fare niente… siete dei pazzi.

    6) Nel caso un edificio in costruzione non volesse collegarsi all’acquedotto ed invece utilizzare una Serpentina di Schietti, quale sarebbe il risparmio?

    Allora, per un villino monofamiliare, ci sarebbero circa diecimila euro di risparmio per le tubature dell’acquedotto , più altri diecimila euro per il risparmio di tutto l’impianto di riscaldamento, del boiler e dei caloriferi.

    Quindi 20 mila euro di risparmio. Il costo dell’energia per far funzionare la Serpentina per 20 anni.

    La Serpentina andrebbe posta sul tetto e l’acqua si distribuirebbe automaticamente nelle condutture di tutto l’edificio.

    Credo che in un condominio con 20 appartamenti, il risparmio potrebbe essere di oltre 400 mila euro. E’ proporzionale al numero delle stanze, dei caloriferi, delle caldaie, del costo dell’acqua pubblica e dei consumi di acqua in bottiglia.

    Comunque il risparmio garantisce almeno 20 anni di funzionamento gratis. Se poi adottate un Motore di Schietti, il risparmio è ancora maggiore.

    7) Ciao vivo in una zona molto arida africana vicino al Marocco, come faccio ad aumentare la resa della mia Sepentina?

    Devi usare le dispersioni di corrente delle Celle di Peltier per fare la piastra di cottura della tua Serpentina.

    Devi mettere a bollire, dentro una pentola sulla piastra di cottura vicino al bocchettone della Serpentina, l’acqua che hai usato per lavarti o pulire i piatti o l’acqua sporca con cui hai lavato i vestiti.

    Il deumidificatore te la riprende fino all’ultima goccia.

    In Niger in questa maniera abbiamo quasi quadruplicato la resa portandola agli stessi valori delle zone umide amazzoniche.

    8) Hai un altro trucco per aumentare la produzione della Serpentina?

    Certo, tenere molte piante in casa, sui davanzali e sul balcone e tenere aperte le finestre.

    9) Ciao, sono … mi dici chi devo tirare così andiamo pari e mi sdebito…

    Ciao, non mi devi niente, ti ho salvato la vita, ma non mi devi niente.

    Un deumidificatore che ti sei acquistato con i tuoi soldi non è un debito nei miei confronti, però ho ben presente cosa vuol dire vivere ai tropici e non avere acqua potabile.

    Se mi tiri un colpo in faccia al presidente di Banca Etica o BPM però non andrei a piangere sulla loro tomba.

    Hai il passaporto, vieni in Italia, prendi contatto con loro, li segui finchè te li senti dentro come la tua preda e poi se non mi hanno ancora chiamato per isituire il Fondo Milanese per la Protezione dell’Infanzia, se non mi incominciano a versare le mie percentuali sul fondo, se non aprono un’agenzia di Banca Etica in ogni angolo del mondo, spara pure.

    Ho mandato almeno 1 milione di persone a versare soldi nelle loro banche, mi devono alcuni milioni di euro, e a causa dei loro ritardi perdono la vita decine di migliaia di persone al giorno.

    Quando sarà il momento non avere paura di sparare.

    Colpire un pesce grosso marcio per educarne cento.

    10) Se faccio una cisterna di acqua di mare esposta al sole con il tappo aperto sotto il bocchettone della Serpentina quanti litri riesco a fare al giorno?

    Con un deumidificatore normale da 30 litri, anche 200 litri-300 litri al giorno. Bisogna escogitare dei trucchi. In Sardegna in estate dei miei amici che hanno un campeggio, hanno fatto una specie di salina alta solo 10 cm con dentro 5.000 litri di acqua di mare e fino a mezzogiorno tengono chiuso il tappo.

    A mezzogiorno l’acqua in genere bolle, aprono il tappo e collegano la cisterna al bocchettone della Serpentina e in due ore fanno 5.000 litri puliti puliti. 5.000 litri al giorno di acqua potabile al costo di pochi cent e una pompa per portarla dal mare dentro la cisterna con il coperchio di vetro, niente male no?

    Altri miei amici nelle zone minerarie sempre della Sardegna, che hanno l’acqua di falda piena di metalli e non possono utilizzarla, in una piccola azienda di formaggi, ne producono quasi 10 mila litri al giorno facendola bollire bruciando biomassa. Con la Serpentina, zoom, tutto il vapore diventa acqua buonissima e poi ci danno da bere alle bestie.

    ppaaoollaa

    maggio 7, 2007 at 6:33 pm

  9. […] Emergenza acqua 401 […]

    Prima candelina « DaveriK

    settembre 29, 2007 at 7:09 pm


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