DaveriK

Hope and Freedom, Spème e Libertá

I blogs stanno perdendo la battaglia

with 11 comments

Chi mi segue da tempo si sará accorto che oramai gli argomenti affrontati nel mio blog riguardano curiositá, commenti su spaccati di vita quotidiana ed esperienze personali.

La politica italiana ed in generale il tono gridato e l’autoreferenzialitá sono stati abbandonati.

Dove sta la notizia? Questa é la domanda che mi ponevo 2 anni fa, quando, assetato di news, vagavo per internet cercando ció che i media tradizionali non potevano e non sapevano offrirmi. E di conseguenza ho scoperto i weblogs. Affascinato, un amore a prima vista. Si trovavano notizie di prima mano, completamente dimenticate dai media tradizionali. Si prevedeva un declino rapido e doloroso per quest’ultimi a favore della nuovissima forma di comunicazione.

A distanza di 2 anni credo che la situazione sia chiara per tutti quanti. I media tradizionali hanno saputo reinventarsi aggiornandosi e concentrando sforzi immensi nelle piattaforme online mettendo i bloggers all’angolo, incapaci di parare i colpi. E cosí da fornitori di notizie “tralasciate” si sono trasformati in commentatori. Notizie di seconda mano, trite e ritrite, corrette e rivedute. La forza dei commenti si é trasformata in arene di gladiatori che bramano alla vista del sangue.

Disinnamoramento e disillusione causata da frotte di aspiranti giornalisti che vendono fumo.

L’auspicio mio personale é che anche nei blogs e tra i bloggers valga la teoria della selezione naturale.

A tutti quelli che scrivono di politica: mettetevi in discussione… perché il KO é molto vicino.

Written by daverik

febbraio 8, 2007 a 2:12 pm

Pubblicato su Blog, Internet, Italia, Politica

11 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. Credo che tutto dipenda da diversi fattori. Sicuramente chi pensa al blog come strumento di informazione “giornalistica” si trova ridimensionato. Non sono così pessimista sul fatto che si stia passando dal focus sulla notizia all’esubero del commento: in giro su alcuni blog si leggono molti commenti decisamente più intelligenti di quelli disponibili, mediamente sui quotidiani.

    Personalmente considerando il blog un modo di espressione e sotanziale cazzeggio, la cosa non mi tange più di tanto (anche perchè scrivo se va bene una volta a settimana). Ma a me non interessano troppo gli accessi nè le statistiche, nè le classifiche (ci tengo solo ai miei 4 o 5 lettori), nè le polemiche, tanto meno gli scoop.

    alla fine dipende da che cosa ci si aspetta dal proprio blog…

    SGS

    febbraio 8, 2007 at 3:11 pm

  2. le mie considerazioni erano rivolte ai bloggers che ho visto involvere col passare dei mesi.
    Per quanto mi riguarda, e credo tu lo abbia capito, siamo sulla stessa lunghezza d’onda😀

    daverik

    febbraio 8, 2007 at 3:40 pm

  3. concordo, in fondo il blog si sta molto ridimensionando… bisogna scegliersi delle nicchie, tipo la politica estera del congo o le abitudini alimentari del kazakistan…. i blog sopravvivono se fanno informazione di nicchia… altrimenti, ed è il mio caso, rimangono la possibilità di scambiare opinioni su tutto con vecchia amici lontani o conoscere nuova gente interessante….

    odisseus

    febbraio 8, 2007 at 6:40 pm

  4. o ulteriore possibilità se sono fatti da professionisti dell’informazione, che magari non sempre hanno spazio sui quotidiani, ad esempio per le questioni economiche c’è un prof. di roma che è insuperabile…si chiama patrik pen… o per la filosofia il blog del prof. caracciolo…

    odisseus

    febbraio 8, 2007 at 6:41 pm

  5. patrik pen…facciamo un giro da quelle parti!

    daverik

    febbraio 8, 2007 at 6:52 pm

  6. Detta così non mi causa un gran dispiacere, se abbiamo contribuito a far migliorare i media tradizionali qualche cosa di buono l’abbiamo fatto e la nostra presenza li terrà sempre sulle corde impedendogli di lascirsi nuovamente andare.
    Per quanto mi riguarda, quando aprii il blog più di sei anni fa lo feci per scriverci cazzeggi personali, non mi dispiacerebbe tornare a fare solo quello, ci sto provando con i post sui miei allenamenti e se verranno queste benedette nuove elezioni considererò terminata la mia esperienza politica sul web, avrei già voluto farlo qualche mese fa ma sappiamo come sono andate le cose e non me la sono sentita di abbandonare la lotta.

    Otimaster

    febbraio 8, 2007 at 10:29 pm

  7. Lo so Oti lo so.
    Io non voglio essere frainteso. Quelli che usano il blog per diffondere i propri ideali,per lottare, come ben tu dici, non credo si preoccupino piú di tanto dei media tradizionali. Sono i blog che apertamente si schierano contro i media tradizionali che hanno fallito. O per lo meno sono indirizzati in quella direzione.
    Poi, capiamoci, tutte queste considerazioni sono frutto della mia esperienza di fruitore di internet fuori dall’Italia, quindi impossibilitato nel seguire la televisione e la carta stampata.

    daverik

    febbraio 8, 2007 at 10:52 pm

  8. E cosí da fornitori di notizie “tralasciate” si sono trasformati in commentatori. Notizie di seconda mano, trite e ritrite, corrette e rivedute.

    Lo quoto tutta la vita.
    Ho provato le tue stesse emozioni. Due anni fa leggere i blog significava informarsi. TQV (credimi non è una polemica contro TQV… in questo ad oggi sono tutti uguali) trattava argomenti introvabili sui media tradizionali.

    Ad oggi i blog sono una brutta copia dei quotidiani locali e delle chiacchiere da bar.

    Quoto meno l’idea che i blog abbiano in qualche modo “spronato” i MSM. In realtà questi non sono cambiati. E’ solo il provincialismo italiota che si è fatto assorbire.

    Ciao!

    Robinik

    febbraio 9, 2007 at 5:27 pm

  9. […] ricollegandomi al post di Daverick sul futuro dell’informazione blog (e a quello di Corrado sulle poche sedi dei partiti di destra dove fare “politica […]

  10. In parte è un passo necessario dell’evoluzione del sistema, per fare un esempio quando iniziai ad andare su internet una dozzina di anni fa i siti erano mediamente meno accessibili, ma avevano maggior contenuto informativo.
    Un altro esempio banale è Wkipedia, che una volta era molto più valida, ma con l’aumento degli utenti è peggiorata parecchio.

    É normale che il passaggio da “fase rivoluzionaria” a standard comporti l’arrivo di più persone e quindi l’abbassamento medio del valore del singolo.
    É anche abbastanza normale che rimangano alcuni blogger “vecchio stile” ed alcuni che cercano di adattarsi e, non riuscendoci, finiscono più o meno dove dici tu.

    Siamo in una fase di cambiamento, ora che i media tradizionali hanno assorbito il colpo, serve una nuova risposta.
    C’è bisogno di organizzazione, ovvero metriche, e di una volontà critica (che non vuol dire insultare, ma valutare).

    thumbria

    febbraio 12, 2007 at 12:12 pm

  11. thumbria.
    Hai fatto segno.
    “É normale che il passaggio da “fase rivoluzionaria” a standard comporti l’arrivo di più persone e quindi l’abbassamento medio del valore del singolo.”
    É la parte che piú mi piace

    daverik

    febbraio 12, 2007 at 12:45 pm


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: