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Hope and Freedom, Spème e Libertá

La Strada di Gino

with 13 comments

In un colpo solo ha liberato 1 italiano e 5 resistenti talebani.

Gino si stara’ fregando le mani (e non solo lui…)

Written by daverik

marzo 20, 2007 a 1:54 pm

Pubblicato su Italia, Italianate, Libertá, Politica

13 Risposte

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  1. queste due righe valgono come vagonate di post!
    Il senso è proprio questo
    Ciao

    oggi

    marzo 20, 2007 at 2:54 pm

  2. la germania è molto imbarazzata, in quanto l’italia riesce a liberare i prigionieri e lei no…. ne ha due in irak madre e figlio…. sinceramente però preferisco la linea tedesca…. l’italia nel medioriente è lo zimbello di tutti… pur di far tornare a casa un giornalista si cala le braghe un popolo intero….

    odisseus

    marzo 21, 2007 at 4:51 pm

  3. Gino Strada si frega le mani solo quando riesce a salvare delle vite che le “guerre per la democrazia” continuano quotidianamente a voler eliminare. Credo che una delle dichiarazioni che ha fatto dopo la liberazione del giornalista Mastrogiacomo sia molto chiara ed onesta, brevemente il succo: salvare la vita di una persona, liberando 5 presunti criminali che in un presunto futuro potrebbero uccidere è sicuramente meglio che perdere la vita di una persona per lasciare in carcere 5 prigionieri, non assicurando a nessuno che altri già liberi possano in un futuro causare altre morti.
    In ogni caso da una parte si sceglie di salvare, dall’altra di lasciar morire…

    sere

    marzo 22, 2007 at 9:53 pm

  4. da una parte si sceglie di scendere a patti (e che patti) lasciando campo aperto ad una ONG bypassando le diplomazie, ridicolizzando l’intera coalizione delle forze ONU e NATO, dall’altra si mostra compattezza, forza e unita’ con un unico messaggio. Non ci spaventate.
    Lascio a te immaginare quale dei due atteggiamenti indebolisca i talebani e quale invece li rafforza.
    Tutto questo in un’ottica di lungo periodo.

    Non dimentichiamoci che le truppe alleate erano pronte ad intervenire con un blitz.

    daverik

    marzo 22, 2007 at 10:34 pm

  5. e dopo tutto sto periodare mi accorgo che per risponderti bastava una frase: parlane alla moglie di Sayed Agha, a proposito di salvare vite umane….

    daverik

    marzo 22, 2007 at 10:35 pm

  6. onestamente faccio fatica a capire cosa centri Gino Strada con l’uccisione di Sayed Agha… ad ogni modo sparlare di un uomo che spende la vita, e la rischia, per salvare quella altrui, mi pare proprio vile… Probabilmente dovresti farci due chiacchiere e non ti sembrerebbe più così disonorevole la sua figura in campo di guerra.

    sere

    marzo 23, 2007 at 11:01 am

  7. nell’ultimo commento Gino Strada non c’entra nulla. La tua ultima frase “In ogni caso da una parte si sceglie di salvare, dall’altra di lasciar morire…” tu ti sei dimenticata completamente di Sayed Agha…morto di serie B?

    daverik

    marzo 23, 2007 at 11:42 am

  8. Per me i morti di serie B non esistono, certo che non credo si possa addossare la colpa al ns governo o ad emergency per quello che è successo a Sayed Agha… noi trattavamo per un nostro connazionale, evidentemente i talebani avrebbero voluto trattare anche con il governo di Agha, che prontamente se ne è lavato le mani… o forse si sono liberati di una persona proprio perchè già sapevano che il suo governo non avrebbe mosso dito per aiutarla… Credo che il ns governo abbia il dovere di intercedere per la liberazione di tutti gli ostaggi, ma non credo sia così facile agire per conto terzi… Tra l’altro mi ripeto, credo personalmente che l’intermediazione di emergency non abbia ridicolizzato nessuno, non credo che esistano solamente la strada delle diplomazie e dei blitz. Tra l’altro, e qui concludo, non so se è meglio liberare 5 talebani o se è meglio pagargli un riscatto (come è successo in passato) finanziando direttamente il loro acquisto d’armi… ciao.

    sere

    marzo 23, 2007 at 5:50 pm

  9. e tra l’altro, ora che ci penso, anche Calipari è morto, facendo da intermediario per salvare la Sgrena…e quin non si trattava di ONG ma di servizi segreti italiani. Allora anche lì qualcuno avrebbe dovuto dire qualcosa alla moglie di questo pover’uomo, che aspetta ancora la verità.

    sere

    marzo 23, 2007 at 6:16 pm

  10. Noi guardiamo la guerra in Afghanistan seduti sulle nostre comode poltrone e ci capita ogni tanto di sputare qualche sentenza che non sta né in cielo né in terra. La guerra per noi è in tv, è una fiction come tutte le altre, 5 afghani in cambio di un giornalista ci sembra una mossa sbagliata, ci sembra uno scambio non equo, ci appare come una tattica architettata maldestramente.
    Per Gino Strada, che è abituato a rischiare la sua vita per salvarne un’altra, che la guerra non la guarda in tv ma la vive nella propria pelle, che il suono delle bombe non lo può spegnere con il telecomando, una vita salvata (come tutte le altre che salva nei suoi ospedali costruiti in zone pericolose del mondo) vale molto più di una tattica di guerra. E permettemi di dire che finché a questo mondo esisteranno persone come lui, la vita potrà avere senso anche in zone del mondo dove nel giro di una giornata è più facile morire che sopravvivere.
    Ti consiglio di leggere l’articolo di Massimo Fini “MA NON CHIAMIAMOLI TERRORISTI” apparso qualche giorno fa su “Il Giorno”, lo puoi leggere anche nel suo sito http://www.massimofini.it.
    So che il mio commento è un po’ duro, ma scusami, stavolta proprio non riuscivo a capire “Gino si stara’ fregando le mani”.

    jenaridens

    marzo 23, 2007 at 8:53 pm

  11. tutti pronti a salvare Gino. La critica e´ a chi a Gino ha dato carta bianca. Qui parlate di nobili gesta, di ideali. Benissimo. Ma la realta´ e´ un´altra, dura e cruda. I talebani sono terroristi. Non siete d´accordo? Allora c´e´ pochissimo da discutere, siamo lontani anni luce.

    daverik

    marzo 23, 2007 at 11:39 pm

  12. La tua frase: “Gino si stara’ fregando le mani (e non solo lui…)”. Che poi via via con i discorsi tu voglia cambiare argomento e incentrarlo sui talebani ok, ma mi pare che la tua critica non fosse chiaramente solo per il governo.

    sere

    marzo 24, 2007 at 10:03 am

  13. Io, se fossi un talebano, da tutta questa vicenda trarrei questo messaggio: “Rapiamo un altro italiano, ed avremo liberi altri 5 detenuti, forse 10, o forse di più…”

    guzzo

    marzo 26, 2007 at 11:27 am


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